Il futuro del giornalismo

Si è conclusa MoJoCon, la tre giorni irlandese dedicata al mobile journalism, dibattiti e workshop sul futuro del giornalismo mobile.  Ecco il mio resoconto per ItaliaNotizie24.

Confronto sul futuro del giornalismo a MoJoCon
Un momento dell’intervista per RTE a Michael Rosenblum e Samantha Barry

Circa seicento tra giornalisti e operatori dei media internazionali si sono dati appuntamento al MoJoCon, a Galway, in Irlanda, per discutere del futuro del giornalismo e approfondire le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Gli italiani si potevano contare sulle dita di una mano e avanza pure il mignolo. Nessun rappresentante della Rai, di Mediaset e La7, soltanto due freelance (l’autore di questo servizio, Francesco Facchini, capostipite del movimento MoJo in Italia e due rappresentanti di un’agenzia stampa). Gli spagnoli, tanto per citare una comunità a caso, erano una ventina, tra esponenti del mondo universitario e della televisione pubblica.

Il futuro della professione sarà sempre più dipendente dalla capacità di creare contenuti interessanti e coinvolgenti utilizzando le potenzialità offerte dai telefoni cellulari di nuova generazione.

Una questione di costi, velocità e …indipendenza. Sì, perché il futuro della professione molto probabilmente sarà sempre più svincolato dagli editori. Questo, almeno, è il pensiero di Michael Rosenblum, capostipite del mobile journalism americano, protagonista di un acceso dibattito con Samantha Barry della CNN.

Alcuni esempi molto interessanti di cosa sia possibile realizzare con un semplice cellulare sono stati presentati da Mike Castellucci, docente di giornalismo e broadcast all’Università del Michigan. Il professore italo-americano ha mostrato alcuni spezzoni straordinari di reportage autoprodotti, confutando la teoria che vorrebbe le tecniche MoJo utili soltanto per la confezione di news e servizi brevi. Castellucci non è stato l’unico a mostrare le grandi potenzialità di questa nuova filosofia produttiva. RTE, la televisione pubblica irlandese, per esempio ha realizzato già nel 2015 una serie di avvincenti documentari di un’ora ciascuno che ha riscosso un buon successo di pubblico.

Il futuro del giornalismo non si presenta certamente roseo, ma la tecnologia questa volta può essere una grande alleata dei giornalisti e lo sarà ancora di più quando nel 2020 le connessioni in 5G saranno disponibili in quasi tutta Europa. Significa che i nostri file viaggeranno a 10 Gbit/s, oltre 200 volte più velocemente rispetto alla miglior connessione mobile oggi disponibile.

Tre giorni in pillole

Altri servizi li trovate qui:
Da Snapchat a The Collectors, passando dalla lezione di Castellucci

 

I giornalisti evoluti si ritrovano a Galway